Il mandala attraversa culture e tradizioni senza appartenere a nessuna in modo esclusivo. È presente nel buddhismo tibetano come strumento rituale e meditativo. Compare nella filosofia neoplatonica come immagine dell’Uno che si irradia nel molteplice. Appare nelle cosmologie indigene del Nord e Sud America, nell’architettura delle cattedrali gotiche, nelle rose dei venti medievali, nei mandala cristiani come il labirinto di Chartres. La forma circolare centrata è una delle immagini più antiche e universali dell’umanità. I mandala di HagalArt lavorano in questo territorio condiviso: parlano un linguaggio simbolico che precede le scuole e le denominazioni.