L’artista
Giada Zammitti
In arte Hagal Art
Biografia
Dal caos all’ordine
La ricerca di Giada Zammitti, in arte Hagal Art, unisce mandala digitali nati di notte o da stati meditativi e fotomanipolazioni che traducono in immagine sogni, miti e arcani dei Tarocchi.
I mandala crescono per simmetrie in Illustrator e Photoshop e rivelano il loro senso solo a opera finita. Le immagini partono da una visione precisa, costruita con scatti propri e fotografie stock, senza intelligenza artificiale generativa.
Il nome d’arte viene dalla runa Hagal, legata al passaggio dal caos all’ordine che attraversa l’intera ricerca.
Formata nella fotografia analogica, poi in grafica pubblicitaria e illustrazione presso l’Istituto Pantheon in Roma, ha partecipato a mostre collettive (Arteaporte, The Holy Art Gallery, Art Land).
I suoi mandala sono in collezioni private e studi terapeutici.

Artist Statement
Che forma ha ciò che percepiamo senza vederlo?
Lavoro attorno a una domanda: che forma ha ciò che percepiamo senza vederlo? La affronto con due linguaggi che non scelgo in anticipo, perché arrivano ciascuno con i propri tempi.
I miei mandala nascono spesso di notte, quando il rumore intorno si abbassa. Non parto da un progetto: apro Illustrator, fisso un centro e lascio che geometrie, simmetrie e colori si aggiungano uno alla volta, finché la forma trova un suo equilibrio. Solo a lavoro concluso riconosco quale sogno, stato d’animo o passaggio stesse registrando. Per me il mandala funziona prima come strumento di ascolto, poi come opera.
Il centro è il punto fermo di tutta la mia ricerca. Mi interessa il movimento dal caos all’ordine, quello che associo alla runa Hagal, da cui viene il mio nome d’arte. Per questo accanto ai mandala luminosi ce ne sono altri attraversati dall’ombra: tutti cercano un centro dentro il disordine.
Le immagini fotografiche seguono il percorso inverso: partono da una visione precisa, spesso un sogno, e diventano una specie di diario onirico. Vi ricorrono gli arcani dei Tarocchi, che uso come sistema di simboli, lontano da ogni uso divinatorio; figure del mito come Persefone; il gatto, come presenza archetipica che porta con sé intuizione e mistero. Le compongo su scatti miei e fotografie stock, senza intelligenza artificiale generativa.
Mandala e immagini tengono la stessa direzione: rendere visibile ciò che resta ai margini della percezione. Una volta compiuta, ogni opera resta aperta a ciò che chi guarda vi porta.
Giada Zammitti
HAGAL ART
Perchè Hagal Art?
Il nome Hagal Art nasce dall’incontro tra l’arte e la runa Hagalaz.
Nella tradizione nordica, Hagalaz rappresenta la grandine: un elemento improvviso e dirompente, capace di interrompere la quiete per trasformare ciò che tocca. E’ il simbolo della crisi che apre la strada al rinnovamento, della distruzione necessaria per far spazio a qualcosa di nuovo.
Questa runa riflette direttamente la mia vita e il mio percorso creativo.
Momenti di cambiamento profondo e di dolore hanno segnato la mia storia, diventando al tempo stesso terreno fertile per le mie opere.
Come la grandine che si scioglie e nutre la terra, ogni frattura interiore può trasformarsi in un seme di crescita e consapevolezza.
Hagalaz simboleggia anche il ponte tra i mondi: quello visibile e quello invisibile, il conscio e l’inconscio, il materiale e lo spirituale.
È proprio in questo spazio di connessione che colloco la mia arte, trasformando le immagini in portali visivi attraverso cui attraversare e integrare le diverse dimensioni dell’esperienza umana.
Hagal Art è l’arte che nasce dal passaggio attraverso il caos, per ritrovare un centro più autentico.
