Visions, l’Occhio che vede
Oltre l’apparenza
“Contemplare questo mandala è osservare se stessi. Osservatore e osservato si fanno UNO.”
Tutti i mandala nascono da una stessa esigenza: limpidezza, radiosità, candore originario.
Da uno stato di perplessità, confusione, dubbio, si sviluppa sempre il movimento verso la liberazione e la Luce.
Il tema
Visioni. La visione è l’oggetto dell’atto del vedere.
Dalla radice latina “videre” a quella indoaria “vid”, che esprime l’apprensione diretta della Luce, della Verità, dell’Essenza.
L’esigenza
Dal mandala prorompe l’esigenza di vedere oltre l’apparenza, oltre l’inganno dispersivo della molteplicità, fino a cogliere il significato d’insieme della vita e dell’universo.
L’Occhio centrale
Il nucleo è lo stesso di ogni essere umano: l'”Occhio” centrale, cuore che precede ogni atto di conoscenza e di percezione.
Da lì derivano, a valle, le infinite modalità delle singole conoscenze e sensazioni.
Un gioco di specchi
L’essenza del mandala è la stessa di chi lo guarda e lo VEDE, in un gioco di specchi in cui l’oggetto osservato passa, nello stesso istante, nel soggetto che osserva.
In altri termini, contemplare questo mandala è osservare se stessi, dal centro alla periferia. Osservatore e osservato si fanno UNO.
I colori
Il passaggio dall’indaco al turchese, attraverso il ciano e il rosa, crea un ambiente di quieta sicurezza, un’aria di casa.
Le bande circolari di arabeschi conducono nel gioco della vita, fino al fiore nel cui centro dimora l’Occhio eterno.
Specchio dell’anima
Uno specchio in cui ognuno può vedersi nudo.
Chi guarda, e chi è guardato?





